Giovedì 5 febbraio la fiaccola della vergogna e del silenzio complice con Israele arriva a Milano, dopo aver attraversato tutte le province d'Italia e aver ricevuto le dovute contestazioni. Ci troviamo alle ore 18 in Università Statale, via Festa del Perdono, per denunciare la presenza di Israele nella manifestazione olimpica e i suoi sponsor complici del genocidio - a partire da Leonardo ed Eni.
Perché? Perché il grande evento olimpico con lo sport reale, praticato dal popolo e in quanto diritto di base, così come con la "pace e fratellanza tra i popoli", non c'entra nulla.
Si è dimostrata un'altra occasione per dividere il mondo in "Stati-canaglia" e "Stati buoni", in base a meri calcoli di interesse: in particolare, per normalizzare la realtà di un Apartheid razziale e coloniale, come quello dell'entità sionista, che da più di due anni ha intensificato la propria guerra di genocidio contro Gaza e la Cisgiordania e da quasi 80 anni attua un proposito di pulizia etnica, che solo la Resistenza palestinese e la solidarietà internazionalista hanno impedito si realizzasse. I suoi tentacoli sono arrivati fin qui, nella persecuzione di militanti, attivisti e solidali, italiani e palestinesi, incarcerati e accusato sulla base di "prove" arbitrarie fornite dall'intelligence militare sionista.
Mostriamo a Israele il cartellino rosso: non vogliamo atleti e squadre battenti bandiere genocide, né nei giorni delle Olimpiadi né mai.
Palestina libera dal fiume fino al mare Libertà per tutti i prigionieri politici, in Italia, Europa e Palestina